lunedì 25 maggio 2015

Io Sono il Re dei pastori!

Io Sono il Re dei pastori!


Giovanni 10
1 «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. 

 “Vi sale” sta ad indicare scavalcare il recinto, oltrepassare le difficoltà mediante espedienti, mediante l’inganno, l’imbroglio, truffando il prossimo, appropriandosi delle cose del prossimo, mostrandosi quello che non si è, ecc, facendo in sostanza di tutto pur di entrare nel recinto, ma i suoi fini sono diversi da quelli giusti per la verità e la giustizia, quindi Gesù classifica coloro che si apprestano ad ingannare le carte, per tentare di entrare nel suo ovile, come ladri, e briganti.

2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 

Ma da come descrive ci sono due figure, il pastore e il guardiano. Quindi il pastore delle pecore entra dalla porta principale. 3Il guardiano gli apre”  il fatto che dice gli apre sta proprio ad indicare che vi è una seconda figura che appunto è il guardiano del recinto, che custodisce le pecore del pastore. Quindi il pastore ammaestra le pecore, ed esse lo seguono, riconoscono la sua voce, perché come figli Esso le chiama per nome; ma il guardiano le tiene a bada, le nutre, ecc, affinché esse non siano rubate da qualcuno o fuggano.

Quindi abbiamo due soggetti, il Pastore del gregge e il Guardiano del recinto che possiede le chiavi per far entrare chiunque, anche il pastoreIl guardiano gli apre” . Questo simbolismo fa capire che il pastore come sappiamo è Cristo, ma il guardiano è il Padre celeste. Quindi le pecore sono condotte al Padre mediante il Figlio.

5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Questo esempio è un osservazione, Gesù, sa che le pecore si affezionano al loro pastore e lo considerano il capo del gregge, per cui lo seguono sempre, se sentono una voce diversa, esse fuggono impaurite, così fanno coloro che ascoltano Cristo, lo seguono ma se compare un altro che finge di essere Cristo non lo riconoscono più e si allontanano da lui.

7”Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. “
8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. “

Dice che chi si è spacciato per Cristo, cioè chi si è detto messia prima di Lui erano truffatori e menzogneri, ma coloro che sono di Dio veramente hanno saputo distinguerli.

9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 

Questo versetto è molto interessante dice: “entrerà e uscirà e troverà pascolo”.  Cosa intende dire per entrare ed uscire ? Qualcuno potrebbe pensare che si entra dalla porta e poi si esce dalla stessa porta, per lo stesso lato, invece Gesù non parla dello stesso lato, ma parla del lato opposto … cioè se uno entra esce dalla parte opposta non certo entra per poi riuscire dallo stesso lato, questo significa che il pascolo non lo troviamo qui sulla terra, ma nel regno dei cieli. Chi entrerà per mezzo di Cristo in Cristo che è la porta, non uscirà più da Cristo ma rimane in Cristo, Egli è la porta eterna, che porta a postoli eterni, quindi l’entrare mediante Lui, è come entrare mediante una “ porta delle stelle” secondo il nostro modo di vedere attuale, quindi entriamo nelle dimensione di Cristo, dato che esso è il Re dei pastori, colui che possiede la chiave per entrare nel regno dei Cieli. Quindi chi entra dalla “porta-Cristo”, esce cioè entra nel regno dei cieli, dove i pascoli sono sempre verdeggianti.
Bisogna attraversare Cristo, cioè far propria la vita di Cristo per essere di Cristo e quindi per essere salvato entri in Cristo, cioè ti trasformi in lui, cioè diventi della stessa natura, mangiando il Suo corpo e bevendo il Suo sangue trasformi la tua natura carnale umana, in natura divina.
  
“”10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.””

Quindi il ladro non passa mai per la porta, passa per le finestre, per le fessure, s’insinua …

11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore12Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. 
Questo passo è molto contemporaneo …. se fosse applicato in modo rigoroso ….
Ma farò solo una lettura generalizzata.

“”Il buon pastore dà la propria vita per le pecore””. Cristo è il buon pastore, esso ha dato la sua vita per le pecore, ma qui Gesù non guarda a se stesso, quanto ai pastori del futuro, a coloro che condurranno la chiesa che Egli ha fondato e dice che i veri pastori si distinguono dagli altri, perché si sanno immolare per salvare le pecore.

“”12Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde””
Chi non è vero pastore, lo chiama mercenario, che non ha scrupoli di vendere le sue pecore per salvare la sua pelle. Il lupo diviene al posto suo un falso pastore, le rapisce cioè usa l’inganno per mostrarsi pastore, al fine di disperderle e confonderle.

14 “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,””
Quindi le pecore riconosco il proprio pastore, quello vero mandato da Dio.

15”così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare

In questo passo Gesù specifica una cosa particolare,”E ho altre pecore che non provengono da questo recinto”  il recinto è inteso come lo spazio nel quale Cristo opera, il recinto di cui parla Gesù è il mondo, e le pecore che sono in esso , sono i suoi fedeli, cioè il gregge che si pone o si porrà sotto la sua tutela, questo significa che nel recinto ci sta un ovile, quello della chiesa, ma Gesù specifica che Egli possiede altri recinti e quindi altri ovili, che non appartengono a quel recinto. “anche quelle io devo guidare”  anche queste pecore che sono in altri recinti io seguo e guido, cioè faccio a loro da pastore. Dove saranno collocati questi altri recinti di cui Gesù parla? Noi possiamo solo ipotizzare, dal punto di vista terrestre rimanendo sulla terra che gli altri recinti possano essere altre confessioni di fede, ma sempre con il sigillo di Dio, di origine cristiana. Ma le parole di Gesù vanno oltre questo pensiero, e si capisce bene che non sono parole che si riferiscono ad una condizione terrena. Gesù ha altri recenti in altri luoghi e questo fa presumere che noi potremo non essere soli nell’universo, perché Egli è pastore anche in questi luoghi.

“”Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Questi Greggi estranei o non terreni, che Gesù amministra diventeranno un giorno un solo gregge, e avranno solo Cristo come unico pastore, ciò fa capire che anche in questi greggi “misteriosi” esiste la figura del pastore, oltre a quella di Cristo stesso. Quindi questo fa capire che Cristo trasmette il suo vangelo qui come in ogni dove allon stesso modo.

 17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».””

Per questo il Padre mi ama” mi ama perché io so offrirmi per gli altri incondizionatamente e so donare la mia vita per loro, quindi ricevo amore di Dio Padre.

“”do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso””  questo punto è molto significativo, e ci mostra una verità sconcertante possiamo dire così …


C’è da chiedersi perché da la sua vita per poi riprendersela?  Cosa ci vuol far capire, vediamo di capirlo, do la mia vita, cioè la dona a noi, per salvarci dal peccato, ma una volta che ci ha salvato Egli se la riprende, perché non ne abbiamo più bisogno dove andremo, non avremo più bisogno che Gesù ci lasci la sua vita; ecco perché dice la riprendo, perché chi giungerà alla casa del Padre non avrà più bisogno di avere con se o in se la vita che Cristo ci ha donato per salvarci, perché saremo un tutt’uno con la gloria di Dio. Il fatto che dica “per poi riprenderla di nuovosignifica che è un operazione che fa continuamente, la dona e poi la riprende, ma specifica: “Nessuno me la toglie”  perché gli appartiene ed è propria di Lui, cioè sua. “io la do da me stesso”  cioè la conferisce per sua volontà, non c’è nessuno che glielo impone. Quindi è Lui che decide.