giovedì 12 gennaio 2017

Gesù, ci dice di non seguirlo per un pensiero maligno.






14Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre  15Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. 16Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, 17perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie.

18Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. 19Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». 20Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

Chi si avvicina a Gesù non è uno qualsiasi ma uno scriba(teologo) e Gesù pare non trattarlo proprio benissimo infatti la sua risposta è sibillina intendendo altro. Consideriamo che Yeshua leggeva nelle menti, per cui conosceva benissimo se quanto coloro dicevano era verità o cosa falsa. La risposta infatti dimostra di questa sua capacità o potere, non usa a caso le parole, hanno sempre un senso, preciso.

 “ le volpi hanno le loro tane”,
 “ gli uccelli del cielo i loro nidi”
 “ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”

Vi è anche un'altra parola di Gesù dove egli parla di volpi e colombe, che sono uccelli, per cui nel suo senso, assomiglia, la volpe è un animale furbo e scaltro, che si nasconde in una tana. Gli uccelli sono liberi e anche questi hanno nidi un posto sicuro per loro.
Nelle prime due affermazioni sta dicendo allo scriba, di non essere con lui furbo, come una volpe usando il candore delle colombe perché Dio vede tutto e conosce ogni aspetto dell’animo umano, in pratica gli sta dicendo che certi giochetti con lui non funzionano.
Poi però gli risponde ma io non so dove trovare riposo, fa questa affermazione per vedere come lo scriba gli avrebbe risposto, e forse questo non diede alcuna risposta, in pratica Cristo, gli sta chiedendo in forma velata di essere ospitato, se ha così tanto desiderio di seguirlo.
In pratica dice non siate con Dio astuti, usando un falso candore, ma ospitate chi ha bisogno, anche chi io vi mando, questo è il senso reale della questione.
Dice in sintesi non vi rifugiate nella mia casa, per i vostri intendimenti, quando non volete che io abiti in voi.


Lascia che i morti seppelliscano i loro morti!

 21E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 22Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Questa frase appare agli occhi degli esseri umani, inumana, ma sarà vero?
Vediamo di comprendere cosa ci dice il testo, un uomo dice a Yeshua che vorrebbe andare a seppellire suo padre, prima di seguire Cristo, ma Yeshua cosa gli risponde?


“Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”

Cosa voleva intendere con questa affermazione così strana e soprattutto perché ci definisce morti?
Vediamo di capire esattamente questa curiosa e strana affermazione di Yeshua.

“Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”

Come si vede Yeshua ci considera come morti che seppelliscono i morti, tutto il mistero di questa frase sta nel fatto che il termine morti indica coloro che non hanno vita, ma in che senso vita e di quale vita parla esattamente, Yeshua parla della vita eterna, o meglio dire dell’essere viventi, si perché per Dio esiste solo una vita, un vivere, il suo, quello di essere vivente, cioè vivo in eterno, e cosa significa questa frase, perché dice, lascia che i morti seppelliscano i loro morti, perché i secondi sono i veri morti, persone defunte, mentre i primi morti, sono siamo tutti noi, che ci crediamo vivi, ma non lo siamo, e perché dice a quest’uomo lascia i morti? Perché in realtà coloro che decidono di seguire il Figlio di Dio, Yeshua , cambia la loro natura, quando un figlio dell’uomo, decidere realmente di seguire Cristo,ecco che la sua natura cambia, non è più un figlio dei morti diventa un figlio dei vivi, o meglio dire un figlio del vivente, perché l’unico ad essere realmente vivente e vivo è Dio, perché la sua natura è immortale, mentre noi siamo figli dei morti cioè la nostra natura muore e si perdere, mentre coloro che decidono di divenire di Cristo hanno la possibilità di divenire figli del Dio vivente, per cui non più morti. Ecco perché questa espressione così curiosa, perché tutti coloro che non riconoscono e non credono e non applicano la legge del Santo di Dio cioè Yeshua Adonay non prenderanno parte alla sua gloria e sono morti, in pratica sta dicendo che il mondo è abitato da zombi, da morti che camminano, che pensano e che si credono vivi, quando la loro vita può iniziare e morire e non è eterna, solo coloro che vivo in Cristo e muoiono in Cristo vivo e diventano viventi in Dio. Quindi per essere di Elohà il Padre Celeste l’Eterno bisogna riconoscersi figli di Cristo e desiderare di esserlo, consacrandosi a Cristo, in qualsiasi modo, sia mediante la chiesa dove Cristo è fondamento e Roccia, sia mediante il battesimo ma soprattutto facendo la volontà cioè portando la legge di Cristo tra gli uomini, si è di Yeshua nostro Signore. La frase indica anche abbandona il mondo e seguimi, ti farò come disse a Pietro pescatore d’uomini. Che poi nella Chiesa degli uomini, si nascondano lupi feroci, depravati, seguaci del maligno, purtroppo questa è una nota stonata derivata dal fatto che viviamo in un mondo di morti. Morire nel mondo dei morti e morire essendo di Cristo è molto diverso. I primi otterranno la morte eterna gli altri la vita eterna.