domenica 31 dicembre 2017

Primo capitolo del Santo Vangelo: Marco.

Pubblicherò solo i primi capitoli di tutti i 4 evangelisti, il restante lo pubblicherò.
Secondo Marco: cap1.
1Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.2Come sta scritto nel profeta Isaia:Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
Parla di Giovanni battista.



egli preparerà la tua via.
3Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri,
i sentieri sono gli intenti di vita, cioè i pensieri siano puri rivolti verso il bene per i fratelli, e per la gloria di Dio.



4vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».



9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Qui i termini interessanti sono squarciarsi e l’amato.
Il termine squarciarsi si dice delle nubi, quando si forma uno spazio nel quale penetra la luce del sole o si intravvede il cielo stesso. Qui però il termine non indica lo squarcio in mezzo alla nubi, ma nel cielo, con questo termine sta ad indicare che si formo nel cielo stesso una zona, che potremo vederla come una porta, un alterazione del cielo stesso, come una specie di portale, un passaggio di colore diverso dal cielo stesso, di luce bianca, dal quale passo lo spirito Santo sotto forma di una colomba, e la voce di Dio passo mediante questo. Possiamo proprio vederla come una porta spazio-temporale tra due sistemi, mondi, universi.
Il secondo temine, l’amato ha una stratta affinità con la parola “spirito” inteso come Rhua cioè la donna amata, che in realtà sarebbe la Madre Eterna, per cui ovviamente Dio chiama il Figlio come l’amato, che ha una netta corrispondenza con la donna, sposa amata. Cioè lo Spirito Santo, quindi riconoscere Gesù come “Tu sei il Figlio mio l’amato”, ha voluto far capire all’uomo che Gesù non era solo il Figlio del Padre ma anche della Madre Eterna, usando per l’appunto quell’espressione.



12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Lo Spirito di Dio lo condusse nel deserto, ma per fare cosa?
Per subire le tentazioni di Satana, ma per quale fine?
Aveva egli bisogno di essere tentato? Certamente no! Ma allora il fine qual era?
La tentazione doveva servire in un duplice scopo, sia per far capire a Satana che Egli non poteva nulla con Gesù, ma anche per temprare il figlio, e renderlo forte, coraggioso e per ricevere dal Padre Suo le direttive e conoscere in toto, il suo disegno e quindi quei 40 giorni, dovevano essere simili ai 40 anni passati nel deserto dal popolo Ebraico.



14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Gesù, sa che giorni di Giovanni battista sono giunti al termine, sa bene che dopo il Suo battesimo, Giovanni ha poco tempo, infatti, si comprende che Gesù aspetta che gli eventi si compiano, per uscire allo scoperto. Dopo di che inizia la sua opera, lo fa per non essere confuso con il Battista. Dato che come il Battista, anche Gesù proclamava il pentimento e la conversione oltre altre cose, come il compiersi degli eventi per giungere al Regno dei Cieli; se fossero stati contemporanei, si sarebbe creata confusione.
Qui c’è una parola che non quadra ed è “vangelo” sappiamo che il termine è nato ad un certo punto, come può Gesù aver parlato del Vangelo, nel senso stretto del termine, se ancora non lo aveva proclamato in toto? Gesù invece parlò usando un termine che era antecedente alla parola vangelo.
Ma la frase interessate di questo discorso è:” «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino…”
Perché dire il tempo, è compiuto?
Perché in realtà era con Gesù stesso, cioè con la sua nascita e la sua venuta nel mondo che il tempo si era compiuto, si era compiuto quanto i profeti avevano predetto di Lui, cioè si era compiuta l’opera del Padre Suo, in Lui.
Perché afferma che il regno di Dio è vicino?
Il regno di Dio è vicino, secondo noi potrebbe non aver senso, dato che 2000-4000 o chissà quale tempo…non è per nulla vicino, anzi per tutti noi è lontano.
Ma allora di cosa parlava?
Sta parlando di se stesso ancora, sta dicendo alle genti che Lui è il regno di Dio, è un senso metaforico ovviamente, ma indica che per giungere al Padre, bisogna passare mediante il Figlio che conduce tutti gli uomini che gli credono, al regno eterno. Ecco perché diceva il regno di Dio è vicino, indicando che era già lì, con loro, vicino perché era Gesù che lo portava agli uomini. Il Regno di Dio era in Gesù e LUI stesso lo rendeva manifesto.

16Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».
 18E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti.20E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
La scelta di Gesù verso gli apostoli non è causale, cerca gente, che hanno uno specifico ruolo nella società, cerca persone che sanno fare un lavoro, che ci vuole pazienza e costanza. Simone di Giovanni poi detto Pietro, e Andrea suo fratello entrambi pescatori, poi i fratelli Giacomo e Giovanni detto Boanerghes(figlio del tuono).
La scelta dei 12 non è un caso, casuale, e quel che colpisce di più che una parte di essi era fratelli, come appunto Andrea e Simone; Giacomo e Giovanni, ecc. questo aspetto pare essere curioso, lì sceglie come se fossero una coppia, come se l’uno guardava le spalle dell’altro, come se fossero un sostegno, tra di loro, certamente la scelta dell’essere fratelli, ha un suo senso, e lo ritroviamo anche nella fratellanza che già esiste tra gli esseri celesti, parlo essenzialmente degli angeli, che si spostano in coppia, come se fossero fratelli, perché ognuno guarda le spalle dell’altro, e perché si fanno compagnia, Gesù predilige le coppie di fratelli, ai singoli.



21Giunsero a Cafarnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 
La manifestazione del demonio mediante il posseduto, non è causale, il maligno vuole in qualche modo rovinargli anzi tempo, il suo lavoro, visto che, la tentazione nel deserto non andò a segno. E ovviamente Gesù non solo lo azzittisce me gli impedisce di dire altro, liberandolo subito.
 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Ma ovviamente anche il maligno, faceva in un certo senso parte, dell’insieme, perché le liberazioni, e il comando immediato dato con autorità e gli insegnamenti fin dalla giovane età, non potevano essere di un uomo normale, per cui ovviamente per quanto tentasse di celarsi, per non aver troppe noie, la sua fama si diffuse rapidamente.



29E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Anche qui sottolinea che per Gesù era fondamentale celare la su identità, ovviamente lo conoscevano, essendo stati essi stessi parti di quel regno eterno.



35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.
Qui, ovviamente chi scrive pensa che Gesù pregasse, ovviamente per gli apostoli era inconcepibile che Gesù non potesse pregare; per loro vendendolo come un essere umano, pensavano che pregasse, in realtà Gesù non pregava come pregavano gli apostoli, o qualsiasi altro essere umano. Ma essi, ignoravano che Gesù si ritirava nel deserto dal solo, perché non voleva mostrare loro, la Sua vera natura, chi Egli era realmente, e come Egli parlasse direttamente con il Padre Suo. Quindi il ritirarsi nel deserto aveva lo scopo di sottrarsi ai suoi apostoli e ricevere gli ordini dal Padre Suo, inoltre il deserto, aveva un ruolo importante per Gesù, lì in quel luogo Egli riacquistava forza e meditava il suo operare. Infatti si dirige verso il deserto al mattino prima dell'alba perché nessuno lo vedesse dove andava.
 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
Per questo sono venuto” era venuto per predicare a tutte le genti e tutti i popoli, in tutte le città e nazioni, e non solo al popolo Ebraico.
 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.40Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

L’ammonizione di Gesù, verso il lebbroso, fa capire che molto spesso, le persone non fanno quello che gli si chiede, svelando i segreti che altri celano, quando questi per ragioni diverse e non comprensibili ai più, non possono rivelarsi. Invece come in questo caso, il lebbroso preso dallo stupore, pensando di far bene, fece male.