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martedì 17 aprile 2018

GESÙ AFFIDA IL REGNO ALLA CHIESA E LO TOGLIE A ISRAELE




Matteo : cap.21


Iniziato a scrivere alle 21:40 terminato 22:26 del 17 aprile 2018

Questo capitolo, in altri scritti  l'ho già interpretato in parte.

Ora miro solo alle parti dove c'è un significato nascosto o mancante.



5 Dite alla figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te
mite, seduto su un'asina,
con un puledro figlio di bestia da soma
.”

La figlia di Sion, è Gerusalemme.
La parte interessante è il discorso del puledro, ovviamente a quel tempo gli animali venivano chiamati bestie; avrebbe potuto lasciare il puledro in altro luogo, ma ha permesso che questo seguisse la madre, è sicuramente un importante indizio, per dire che i figli devono seguire le madri, almeno fino al momento in cui essi non diventino indipendenti. Interessante anche il fatto che abbia scelto un asina, non un asino. Quindi entra in Gerusalemme con un asina e con il figlio suo. Probabilmente ritiene che la femmina di asino sia più mansueta del maschio, e quindi ha un indice di mitezza e mansuetudine maggiore, come dire che le femmine sono più predisposte ad essere mansuete e di conseguenza umili e si adattano con facilità a ruoli di sommissione, ma sicuramente in questa scelta dell'asina con la quale entra trionfalmente in Gerusalemme, ha anche il senso che il Re dei re, entra come un umile senza fasti, ne ori, ne incensi, ma semplicemente su un umile bestia da soma.


La mia casa sarà chiamata casa di preghiera
ma voi ne fate una spelonca di ladri».”
Gesù si indentifica come colui che il Padrone di quella casa, cioè del tempio di Gerusalemme, cioè nella fattispecie di Dio stesso, non lo dice esplicitamente ma lo fa intendere, proprio con quella frase. “La mia Casa” la casa di Gesù era il tempio Santo sul Monte. Quindi caccia dalla sua Casa, tutti coloro che son lì per scopi diversi dalla preghiera. Quindi fuori dalla casa o dal tempio di Dio tutti coloro che non ne sono degni, ci sono altri passi che parlano sempre dello stesso discorso.


Dalla bocca dei bambini e dei lattanti
ti sei procurata una lode
?».
Sappiamo bene che i lattanti=neonati e i bambini non possono aver discernimento tale da poter distinguere una persona buona da una cattiva, ma la frase fa ben capire la natura di questa lode e da chi viene realmente tale parola, i lattanti e i bambini, sono puri, per cui essi sono presi facilmente dallo Spirito Santo, e quando avviene questo essi, parlano con voce dello Spirito Santo, comunicando quello che Dio gli dice. Quindi afferma che i bambini e i neonati ancora meglio, possono essere portatori della verità dello Spirito Santo.


19 Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te». E subito quel fico si seccò. 
Perché il fico si seccò? Qualcuno legge questo fatto come un evento anomalo nella vita di Gesù, come un capriccio, quasi una dimostrazione del suo potere. In realtà bisogna leggere quello che non vi è scritto e che è celato nello scritto. Leggiamo bene: Gesù cerca frutti in una pianta che in quel momento non li ha, qui bisogna capire l'intenzione di Gesù, si capisce dalla sua risposta: «Non nasca mai più frutto da te», Per aver esclamato ed eseguito istantaneamente quanto era in suo potere, gesù ha fatto al fico una domanda, o meglio dire il fico sentendo che Gesù si avvicinava come tutte le altre piante avrebbe dovuto sforzarsi ed offrire a Gesù che è Dio, i suoi frutti, questo non avvenne, non perché il fico era fuori stagione, ma perché il fico negò quanto era in suo possesso di fare, cioè anche se era fuori stagione, ma il fico avrebbe potuto produrre qualche frutto, anche istantaneamente, questo però era un peso non da poco, visto che avrebbe dovuto concentrare tutte le sue forze cioè al sua stessa vita in pochi frutti per accontentare Dio. Quindi di conseguenza Gesù vedendo che il fico non gli dava quello che desiderava, decise di eliminare questo incomodo, perché si era negato a Dio.
Questo passo che pare senza senso ha un senso ben preciso, qual'è? Semplice, che se Dio chiede qualcosa, chiunque dovrebbe disporsi a dare, senza chiedere condizioni, perché Dio ha dato a noi la vita, e come tale la può togliere. Ed infatti l'ha tolta al fico. Questo fa capire che bisognerebbe sempre essere ben disponibili verso Dio, e se la sua parola è stata verso il prossimo quindi anche verso il verso. Infatti poi cosa dice agli apostoli.


Rispose Gesù: «In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. 22 E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».
La cosa importante della questione è non dubitare, non solo aver fede, in Dio, ma anche non dubitare, perché il dubbio è l'anticamera dell'incredulità. Infatti dico sempre alle persone, quando chiedete qualcosa pensate di averlo già ottenuto e l'avrete ottenuto nel momento in cui avete chiesto e di non dir mai, sarà, non sarà, avverrà non avverrà, etc. ma sopratutto dovrete crederlo dentro di voi, nel vostro intimo e nel vostro cuore. Come per il fatto del centurione, egli credette, a tal punto che il suo schiavo venne miracolato, e Gesù gli disse è stata la tua fede a guarirlo, come sì è avvenuto con l'Emorroissa. Se ponete dubbi, non avete fede. Per questo dico sempre che la fede certa è la fede che fa miracoli.


23 Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?». 24 Gesù rispose: «Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. 25 Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: "dal Cielo", ci risponderà: "perché dunque non gli avete creduto?"; 26 se diciamo "dagli uomini", abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». 27 Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».28 «Che ve ne pare? “
Gesù dimostra di saper già cosa i sacerdoti avrebbero risposto e si evita di dover dir loro anticipatamente chi è Egli, realmente da dove viene la sua autorità.
Lo si capisce chiaramente dalla domanda che Gesù pone loro, sa bene che non potevano rispondere in nessuna dei due modi, perché conosce già i loro propositi, per cui poi alla fine gli risponde «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose». Per impedire loro di rispondere in un modo o nell'altro pone già due risposte, dal cielo o dagli uomini, ponendo queste due risposte anticipatamente li induce a considerare solo quelle ed ovviamente sa che costoro non hanno cuore puro, cioè buoni propositi per cui si evita di dovergli rispondere, perché non era il momento.
Il che ve ne pare è una forma di sfida, per far capire loro che lui è più intelligente.


Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna. 29 Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. 30 Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. 31 Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32 È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.
Il senso del passo è chiaro, divide il mondo in due parti, quelli che si pentono e gli impenitenti.
Rimproverando i sacerdoti del tempio svela la natura della sue parole, loro che tanto avevano per le mani Dio tutti i giorni, si sentivano arrivati, e quindi credevano che pur essendo tanto in alto nella conoscenza di Dio, ma non si pentivano dei loro peccati perché pensavano in cuor loro di essere intoccabili e per il fatto di essere sacerdoti di essere gratuitamente salvati, invece Cristo gli risponde che i pubblicani anche se riluttanti nel far il bene, ma alla fine si convertono e credono e quindi sono migliori di coloro che avendo la legge di Dio in mano, ma si sentono già santi. Fa capire che molto spesso proprio coloro che sono addentro nella fede, meglio di tanti altri, non vogliono riconoscere le opere di Dio quando queste ci sono e questo fatto fa si che costoro perdano l'eternità, quindi quando un prete nega un anima, o la rifiuta perché ritiene che non sia degna della sua comprensione esso si è già condannato per quanto, esso possa fare ma rimane nella sua vita questa macchia. Infatti Gesù dice, non sono venuto per i buoni, per i convertiti, ne per i santi, ma per il peccatori.


33 Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. 34 Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. 35 Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono. 36 Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. 37 Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! 38 Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità. 39 E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. 40 Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». 41 Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». 42 E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?
43 Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. 44 Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà».
45 Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.”

La parte della pietra angolare l'ho già interpretata a suo tempo in altro articolo.
Gesù fa di nuovo un altro esempio, che è sempre ricollegato a quello soprastante, ma introduce in questo un elemento nuovo.

La parabola in definitiva tratta in sintesi dell'ingratitudine che i vignaioli omicidi; i quali pensano bene di trattenere loro le ricchezze che il padrone di quelle vigne ha dato loro da custodire e da far fruttare, tanto che pensano di eliminare tutti coloro che il padrone gli manda per riscuotere quello che è giusto, come racconta la parabola, uccidono anche il Figlio del proprietario della vigna, Credo che molti nel leggere il pezzo non si siamo accorti che Gesù parla di se stesso e sta preannunciando la sua stessa morte, perché se il padrone delle vigna è Dio Padre, il figlio è ovviamente Gesù stesso. Allora chi sono i servi? Sono i profeti che hanno preannunciato la venuta del figlio di Dio e che non sempre sono stati ben accolti nella casa di Davide. Chi sono i vignaioli? Tutti coloro che si occupano della vigna di Dio, cioè della sua parola, di quello che Dio, ha lasciato loro in eredità, cioè la casta sacerdotale, ma che essi ne hanno fatto quello che hanno voluto, quindi cambiando anche alcune parti, per adattarle alle loro esigenze, così come Gesù stesso racconta del discorso di Mosè che per far un favore al popolo adattò una parte delle legge, da questa disgraziata idea di Mosè tutto i preti pensarono che si potesse far lo stesso e quindi l'errore si perpetrò nei secoli.
Ovviamente la risposta dei sacerdoti è ovvia e logica, ma non capiscono dove Gesù voglia parare, non comprendono le sue parole, per la seconda volta, dimostrando che hanno cuore chiuso, freddo e morto. Gesù allora gli risponde sperando che capiscano, fa un riferimento alle scritture in modo da essere in linea con esse: 

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?”


Qui per spiegare il passo, bisogna capire cosa fanno i costruittori, e di quale pietra si tratta.
I costruittori solitamente analizzano le pietre che sono adatte alla costruzione, le lavorano al fine di ottenere quello che desiderano, ma si comprende che pietà si tratta?
La pietra è diventata testa d'angolo, per essere una pietra che si pone in un angolo, è una pietra che viene elminata cioè scartata da un taglio che forma un triangolo o meglio dire un tetraedro. Evidentemente i costruittori a quel tempo per qualche ragione smussavano gli angoli, quindi le pietre scartante erano angolari con le quali Gesù edifica la sua Chiesa, dire testata inidca la pietre che si pone al centro di un arco che ne fa da cuneo, per cui essa tien tutta la volta, quindi ecco la testata d'angolo, è la pietra che vien posta nei punti di massima tunuta e gesù ne fa un pietra improtante, perché ha una forma importante, un tetraedro, cioè una pietra composta da 4 angoli, 4 facce. Un cubo è composto da due tetraedri intersecanti, uno diritto e uno opposto.
Perché dire “è mirabile” perché sta ad indicare che è una cosa che l'uomo non può fare, che non appartiene a questo mondo.
Ovviamente questa pietra, non è intesa come Pietro, ma è Cristo stesso, che viene scartato, dai sacerdoti, che non viene considerato, come anche l'esempio stesso del Battista questo significa che per Dio coloro che vengono allontanati, scartati e non creduti, sono le sue pietre angolari, che poi divengono un fondamento, un pilastro portante, una piccola pietra che può sorreggere un edificio enorme. Quindi Cristo è la pietra angolare per eccellenza ma lo sono anche tutti coloro che si oppongono al sistema, che si battono per la vera fede in Dio, e che non vengono da mondo ascoltati e che sono spesso cacciati dalla casta sacerdotale come derelitti e pietre d'inciampo.


Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. 44 Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà».”
Gesù diventa esplicito perché vede che i sacerdoti non capiscono e quindi esplicita con forza il suo pensiero e gli comunica che non saranno più loro il popolo eletto, che darà ad altri il merito di custodire il regno di Dio, e quindi che porterò frutto cioè moltiplicherà le opere che il Signore Gesù annunciò. Quindi la chiesa cristiana nel suo insieme è colei che ricevette da Gesù per opera degli apostoli, l'essere custode del regno di Dio, cioè colei che ha/avrebbe dovuto portare al mondo intero la parola Santa di Dio, quindi farsi carico, di proteggere la parola sacra e quindi anche di non cambiarne il senso.
Anche il fatto stesso che Gesù decida di togliere il regno a Israele e darlo ad un altro popolo, fa capire, che Gesù è la stessa persona del Padre, perchè solo il Padre potrebbe decidere cosa fare del regno d'Israele.
Non possiamo più dire che Israele è il fratello maggiore perchè a tutti gli effetti Israele ha perso la custodia del Regno di Dio.

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Voglio espandere il concetto d'ingratitudine, se Dio vi da qualcosa, qualsiasi cosa, anche fosse, poco, l'uomo dovrebbe essere sempre grato a Dio di qualsiasi cosa riceva da Dio, ma anche dal prossimo. Se Dio vi fa un miracolo, non dovete dimenticarvi di aver ricevuto quel miracolo oppure dire beh me lo hai dato e io me lo prendo e non ti guardo più, erchè gran parte delle volte le gente fa proprio questo, non riconosce in Dio l'artefice delle sue grazie, dei suoi miracoli. ma dato che nessun'uomo sa e conosce esattamente cosa venga da Dio e cosa, no, dovremo cmq sia ringraziarlo solo per il fatto che ci fatto nascere, che ci ha dato una madre, e un padre, che ci ha resi sani, e pieni di doni, e magari capaci di dar al prossimo la sua parola, non sempre dobbiamo aspettarci qualcosa da dio, specie quando abbiamo già ricevuto molto da Lui. Quindi, dobbiamo sempre essere grati per qualsiasi cosa riceviamo da Lui e non far come questi vignaioli che avrebbero voluto uccidere se avessero potuto anche il padrone della vigna, quindi diamo il giusto a chi è stato giusto con noi, e non tradiamo la fiducia che Dio ha riposto in noi.


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cap. intero  Matteo 21

1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. 3 Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». 4 Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:

Dite alla figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te
mite, seduto su un'asina,
con un puledro figlio di bestia da soma.
6 I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: 7 condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. 8 La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. 9 La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava:
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli!
10 Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?». 11 E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».
12 Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 13 e disse loro: «La Scrittura dice:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera
ma voi ne fate una spelonca di ladri».
14 Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. 15 Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide», si sdegnarono 16 e gli dissero: «Non senti quello che dicono?». Gesù rispose loro: «Sì, non avete mai letto:
Dalla bocca dei bambini e dei lattanti
ti sei procurata una lode?».
17 E, lasciatili, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
18 La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. 19 Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te». E subito quel fico si seccò. 20 Vedendo ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai il fico si è seccato immediatamente?». 21 Rispose Gesù: «In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. 22 E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».
23 Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?». 24 Gesù rispose: «Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. 25 Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: "dal Cielo", ci risponderà: "perché dunque non gli avete creduto?"; 26 se diciamo "dagli uomini", abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». 27 Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna. 29 Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. 30 Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. 31 Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32 È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.
33 Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. 34 Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. 35 Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono. 36 Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. 37 Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! 38 Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità. 39 E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. 40 Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». 41 Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». 42 E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri?
43 Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. 44 Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà».
45 Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

Importante!

Ho sempre scritto che personalmente divido i testi che Dio da me, da quelli che non sono dati da Dio a me, apponendo al testo il termine Messaggio, per far capire che il testo viene da Dio, mentre dove non vi è scritto"MESSAGGIO" sono io che scrivo e quindi da prendere con le pinze, non farò mai come facevano i profeti di un tempo che mescolavano i loro pensieri ai testi ricevuti da Dio , per cui tutto diveniva di Dio, anche le eresie, poi insegnate anche attualmente dalla chiesa ai successori."Bisogna anche dire che data l'istruzione che ricevetti da Dio fin da bambino, è indubbio che alle volte faccio uso di essa, però posso sempre errare, non sono Dio!