martedì 13 settembre 2016

La bramosia dell’avere.

La bramosia dell’avere.

Premessa quando si legge il vangelo bisogna sempre leggere tutto un passo, non solo una parte dello stesso, per capire a chi si riferisce e a chi è destinato quella parabola, altrimenti si snatura il senso e si da un interpretazione errata.

1Si mise a parlare loro con parabole: sta parlando ai sacerdoti.
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 2Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. 3Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. 4Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. 5Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
 6Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. 
7Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. 8Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 9Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. 
In questa parabola ci sono diversi elementi che ne fanno capire una realtà particolare, oltre che un’anticipazione riferita a se stesso.
Vigna circondata da una siepe, dove vi sono una torre e un torchio.
La siepe che circonda la vigna è una protezione, la torre nella quale vi era il torchio, serviva sia per la pigiatura dell’uva che per farci stare chi doveva accudire alla vigna stessa.
Altro elemento importante è il figlio l’amato, questa parola sono già state usate da Gesù in altre parabole, per definire se stesso. Ovviamente si comprende bene che la parabola è riferita non ad un padrone qualsiasi, ne a servi qualsiasi, ne ad un figlio qualsiasi, ma a Dio come padrone della vigna, ai sui angeli, e profeti e alla fine dopo che i figli degli uomini li hanno uccisi, bastonati, ecc., invia per ultimo il suo erede, chiamato figlio amatissimo, che ovviamente è Lui stesso, Gesù.
Ma ovviamente fa una predizione ai sacerdoti dicendo che Egli stesso sarà ucciso, da loro, perché coloro che gestiscono la vigna del padrone non sono vignaioli comuni, ma sono gli stessi sacerdoti del tempio, per cui questa parabola non si riferisce a tutti, ma principalmente a chi gestisce la cose di Dio, quindi il riferimento è diretto alla chiesa stessa di quel presente e del futuro di ogni futuro. Il padrone della vigna, ciò delle sue cose, che è Dio Padre, manderà profeti, angeli, ecc., e in fine anche il suo figlio amato, sotto mentite spoglie, e costoro lo uccideranno, ma la prossima volta non andrà così. Però continueranno a uccidere profeti, e chi quel figlio l’amato e quel Dio invia loro.
10Non avete letto questa Scrittura:La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;11questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?».
Perché riporta questo passo, e lo inserisce in questo testo, perché ha una stretta correlazione con esso.
Lo scarto dell’uomo diviene prezioso per Dio.
Cosa scarta l’uomo?
Qui l’esempio d Gesù va ai costrittori, e alla pietra, ovviamente è solo un esempio ma si applica a molti altri aspetti, specie quello umano, in pratica sta dicendo che quello che l’uomo non esalta diventa per Dio esaltato, cioè il mite, l’umile che si pone ultimo tra gli ultimi, diviene prezioso per Dio, mentre è un inciampo per gli uomini. Ma significa anche che, chi testimonia la verità contro la corrente umana, diviene un inciampo a questi, ed è posto nelle retrovie, affinché non possa, nuoce e non possa essere ascoltato, ma Dio ne farà un monumento, un fondamento che nel tempo diverrà importante. Diverrà testata d’angolo quella che sorregge tutto l’edificio. Anche Gesù fu deriso, disprezzato, maltrattato, messo in un angolo e tenuto pressato, affinché non potesse elevarsi, ma Dio ne ha fatto il fondamento della sua casa, la testa d’angolo come dice Gesù meraviglia a nostri occhi.

In pratica questo significa che bisogna essere gli ultimi, non ergersi a primi, ne secondi, neppure a terzi, ma essere proprio nessuno, ma se questo intento lo fai spontaneamente senza pretendere di ricevere da Dio qualcosa, ma è per il bene del mondo e non tuo, allora tutto otterrai, e la grazia di Dio sarà in te e tu diverrai testata d’angolo, ma nessuno più di Cristo lo fu e mai lo sarà. Solo Cristo è il vero e unico fondamento sul quale si regge tutta la chiesa di Dio.