giovedì 21 maggio 2015

Date ai poveri sostentamento!



Il passo è molto semplice ed essenziale, compresibile.

Luca 14,12-15,1

14,12 Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch'essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. 13 Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; 14 e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Giustamente Gesù fa notare che in questo passo che è inutile invitare ad un pranzo chi poi ti restituirà il favore se il tuo intento è quello di far il bene, mentre se il tuo intento è quello di ottenere un servigio, allora è diverso. Quindi anche in questo caso Gesù distingue dal pranzo per affari dal pranzo per la vita eterna. Quindi ci fa capire che tutto il nostro vivere dovrebbe essere rivolto all’aiutare il prossimo visto che la cosa più importante per ogni credente cristiano, è la salvezza del prossimo, cioè portare a Dio più anime possibili, ovviamente il pranzo non sarà e non dovrà essere finalizzato solo al cibo, ma anche allo spirito, perché vediamo che Gesù quando si recava o veniva invitato a mangiare, esso non andava solo con l’intento di nutrirsi, ma quella semmai era una scusa, per introdurre in realtà la sua parola così dovremo fare noi. Ovviamente ci vuole tatto, prudenza e un po’ di furbizia, per introdurre durante un pranzo certi discorsi, ovviamente oggi bisogna saper anche prendere coloro che vengono da noi a pranzare, di conseguenza in relazione a chi pranza con te, tu dovrai saper conversare in modo adeguato al fine ultimo di ottenere non i favori, ma lasciate in essi, il seme della conversione. Quindi il pranzo che Cristo fa è in riferimento non  è solo unicamente rivolto al cibarsi, ma anche al nutrirsi di parola di Dio. Questa piccola parabola, parla anche del pranzo inteso in modo eucaristico, non parla solo del cibo per il corpo, quindi in sostanza parla anche la sacerdote, che deve essere bravo ad invitare il povero, alla cena del Signore, facendo magari sedere il povero, storpio, il cieco, ecc ai primi posti. 

Come poi si legge dal punto 15-23,Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia”.  Denota come Gesù vuole che i poveri vengano presi di peso e portati alla sua tavola, come se egli dicesse a noi, non vi deve bastare solo l’invitare la persona, perché il povero, lo storpio si sentirà a disagio per cui non accetterà, quindi voi dovrete forzarli ad entrare, quasi con forza, e farli entrare nella mia casa, perché poi aggiungere coloro che non sono entrati perché invitati con gentilezza, non avranno di cui goderne.

 24 ”Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”. qui esprime con chiarezza che parla della sua Cena, cioè dell’eucarestia.
Allora ovviamente come dice la semplice parabola chi fa ciò acquisterà meriti, quindi accumulerà un tesoro nei cieli.  


Quindi la parabola ha un doppio significato, sia l’accoglimento nella propria casa del povero, dello storpio ecc, che nella casa del Signore.